Depuratore Polvica Nola

Caso Depuratore: bomba ecologica sul Nolano

Questi articoli sono apparsi sul settimanale ILNOLANO SETTE del 10.02.2012 e sulla versione online.

#Polvica, Nola#Campania#

E’ un gelido martedì di febbraio in cui l’emergenza neve riempie le pagine del quotidiano che il direttore dell’impianto di depurazione delle acque “Area Nolana” porta con sé. Gli operai non lo lasciano entrare. E’ necessario l’intervento dei carabinieri che lo scortano all’interno. Sono le 11.30 e trenta operai dei cinquanta effettivi dell’impianto di depurazione, a confine tra Boscofangone e Polvica, sono tutti insieme, indignati, discutendo della situazione in cui versa la struttura. Dicono che lo faranno, a partire da oggi, tutte le mattine. Hanno voglia di parlare, di esternare ciò che da mesi stanno cercando di sopportare: gli stipendi non arrivano e la loro rabbia inascoltata sembra impregnare le mura di quella sala mensa in cui sono riuniti. “E’ da dicembre che non riceviamo il mensile, dopo un periodo di alti e bassi che va avanti da Luglio. A Settembre ci hanno dato qualcosa per tenerci buoni ma ora davvero non se ne può più” dice Angelo Nocerino, delegato RSU (Rappresentanza Sindacale Unitaria).

Depuratore Nola Polvica

La Regione Campania non ha soldi per sovvenzionare il Consorzio Nola Ambiente, gestore dell’impianto. Ma quel che è peggio” dice Alessio, 25 anni, da 5 anni operai all’impianto “è che nemmeno le due società azioniste di maggioranza, la Dondi Spa di Rovigo e la IMPEC Spa di Pozzuoli riescono a darci sicurezze. Non essendoci soldi i fornitori di materiali, trasporti e costi di gestione dello stabilimento non vengono regolati. Anche la Vigilanza notturna Mercurio ha lasciato il campo” conclude Alessio. “Sono stati fatti vari esposti alla Regione, alla Procura ed alla Prefettura. L’ingegnere Massimo Marzano, Responsabile da Luglio del Ciclo Integrato delle Acque, non si fa proprio vedere” aggiunge Giovanni S., delegato RSU “e sono continue le chiamate a Pino Sposito, responsabile del Consorzio Nola Ambiente. Abbiamo cercato di parlare con Luigi Cimmino della IMPEC Spa di Napoli, una delle due maggiori azioniste del consorzio, ma nulla. L’unica cosa che riusciamo ad ottenere è un dialogo con la sua segretaria. Anche dalla Dondi Spa nessuna risposta e solo un prolungato Va’ Pensiero” conclude Giovanni. E’ una vera e propria bomba ecologica questa”, dice Giacomo C., manutentore elettrico e meccanico “non potendo centrifugare i fanghi per mancanza di materie prime, i fanghi vanno sempre in circolo tra vasche e cisterne. Questo durerà fin quando non saranno pieni e a quel punto purtroppo non potremo far altro che immettere i fanghi non trattati nei Regi Lagni. Le terre confinanti sarebbero immediatamente inondate da ettolitri di acque altamente contaminate, tutta l’area di conseguenza diventerebbe ad altissimo rischio di epidemie infettive ed i raccolti, già terribilmente vessati e bruciati dal gelo di questi giorni, verrebbero distrutti. Inoltre, con il maltempo i collettori fognari dei quasi cinquanta comuni che scaricano qui salterebbero, sommergendo di acque reflue centri storici e periferie di tutto l’hinterland”.

Operai Depuratore Nola

!”Ma la colpa non è nostra” riprende la parola Angelo Nocerino “noi operai stiamo continuando a lavorare e fare la nostra parte. Fra qualche giorno però di questi trenta lavoratori non so quanti ce ne saranno. Il carburante dell’auto è un costo ingente e la maggior parte di loro fanno in media 50 Km al giorno per venire qui”. Le storie degli operai si intrecciano tra di loro, alcune situazioni in comune, altre uniche. Ma di fondo c’è sempre questa precarietà economica che da mesi ormai non li lascia respirare. Nazzaro B., 49 anni, di Frignano in provincia di Caserta, settore produzione energia, sposato con due figli, ci dice che per lui è l’ultima settimana: “Non so più dove prendere i soldi per il carburante. Pago un muto di seicento euro mensili per la casa dove vivo. Non posso più andare avanti”. Sossio C., di Frattaminore, settore manutenzione civile e verde, 5 figlie femmine “all’attivo” è uno dei più indignati e con parole forti indica le due cisterne che “sono piene di merda e se non succede nulla, per forza di cose, dovremo riversarle nei Regi Lagni”. Salvatore F. invece è preoccupato per una eventuale liquidazione: “ci sono ditte che avanzano soldi dal 2008 e ho l’impressione che ci sia un forte rischio di non prendere nulla. Ma i nostri soldi, quelli versati, dove sono?”. Enzo M., di Scafati, separato e con un figlio, Piero di Soccavo e Antonio L. ci parlano dei problemi con i finanziamenti e le banche che chiamano “ogni maledetto giorno“. Alla fine le storie più dure. Silvana M., vedova con tre figli di 20, 19 e 12 anni, di Arzano. “Mia figlia di dodici anni è disabile. Gli altri due non riescono in nessun modo a trovare lavoro. Pago un affitto di 600 euro al mese ed in questo momento non ho nemmeno i soldi per comprare la bombola per la stufa”. Anche Salvatore D. sta riuscendo a sopravvivere a stento: Io ho due figli di 18 e 16 anni che vanno ancora scuola. “Devo ringraziare la pensione di 700 euro al mese di mia sorella disabile che mi permette ancora di mangiare”.

Fioravante Conte

Depuratore Polvica Nola

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