Pasquale Sommese

Il Nolano non decolla

Questo articolo è apparso sul settimanale IL NOLANO WEEK END in data 18.03.2011

#Nola

Priorità “Territorio” per il Nolano: i Lions Club di Nola “Giordano Bruno”, Marigliano e Palma Campania Vesuvio est, con lo scopo di promuovere i principi del buon governo e di buona cittadinanza ma soprattutto intenzionati a stimolare la ricerca e salvaguardia del bene civico, culturale, sociale e morale della comunità, sono stati i promotori, sabato 12 marzo presso il Salone delle Armi del Tribunale, di un incontro per esaminare oculatamente, in un’azione sinergica con le istituzioni ed i cittadini, il protocollo d’intesa sottoscritto il 28 luglio 2008 e deliberato l’11 settembre 2008.

In questa Intesa Istituzionale Programmatica per le Criticità dell’Area Nolana, firmata tra i 17 Sindaci dell’Agro Nolano, la Regione, la Provincia, il Commissariato alle Bonifiche, L’A.R.P.A.C. e l’ASL NA4, erano esplicati e contenuti alcuni punti ed azioni di intervento che “a due anni circa dalla sottoscrizione e ad un anno dall’ultimo service” spiega l’Ingegnere Salvatore Napolitanoera necessario assolutamente riesaminare così da verificarne lo stato di fatto e le prospettive di attuazione”. Presenti tra gli altri, l’assessore regionale alle autonomie locali Pasquale Sommese, il consigliere regionale Carmine Sommese, il delegato rappresentante dell’ASL Napoli 3 Andrea de Stefano e quasi tutti i sindaci firmatari.

Il Nolano, Lions e sviluppo

Riepilogando, i punti dei 9 articoli dell’Intesa Istituzionale focalizzavano l’attenzione su di un impegno comune per un programma di interventi riguardanti le infrastrutture per lo sviluppo e politiche ambientali, il monitoraggio ambientale della salute, un piano per le bonifiche, il Grande Progetto dei Regi Lagni, la tutela del paesaggio e la valorizzazione dei beni culturali. “Le risorse” spiega Napolitano “ci sono e vengono dalla programmazione POR FESR 2007-2013. Ma ad oggi è stato erogato l’8-10% della somma stabilita. I fondi regionali invece non ci sono e per questo motivo oggi si chiede un impegno maggiore alla UE. Nel 2008 avevamo individuato importanti interventi che sono quasi interamente in fase di stallo: l’intesa ha una durata di 5 anni, giusto il tempo della programmazione assistenziale dei fondi europei 2007-2013. Nel documento, in particolare nell’articolo 7, è prevista l’istituzione di Organismi di monitoraggio e controllo dell’Intesa, in particolare di una strategica Cabina di Regia affiancata da un Comitato tecnico . Cosa si aspetta a costituire ed attivare questi strumenti?”.

Per Pasquale Sommese, la valorizzazione del territorio e la concretizzazione dei punti deve contemplare necessariamente l’apporto del privato : “La velocità di attuazione e di realizzazione che ha il privato non ce l’ha il pubblico. Questa mattina, vedo due grosse mancanze: manca Gianni Punzo ed il Consorzio Area Sviluppo Industriale. C’è bisogno di un tavolo interistituzionale che contempli la presenza degli imprenditori-investitori al fianco del pubblico: la Regione non ha soldi né per investimenti né in conto capitale. Per quanto riguarda l’intesa di cui discutiamo” sentenzia Sommese, “fu stretta con un organismo che aveva sforato il Patto di Stabilità già da un anno. Per superare questo problema è indispensabile una sinergia tra comuni e regione: mentre i primi avranno grosse competenze di gestione soprattutto se si uniranno nelle Unioni di Comuni, le seconde, attraverso il Piano Territoriale Regionale, avranno un potere di azione più concreto. Dunque, le linee strategiche dell’area Nolana non devono essere occasionali: il Piano Territoriale non si alternerà con l’alternarsi del potere, degli amministratori che governeranno ma avrà una durata importante eliminando in questo modo il pericolo dei malintenzionati”.

Pasquale Sommese

Sanità

Di fatto, il punto più delicato dell’intesa: priorità dell’A.R.P.A.C. firmataria era il monitoraggio attraverso apposite strumentazioni della qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo. Spettava invece all’ASL 4 (oggi inglobata insieme all’ASL 5 dal contenitore ASL Napoli 3 Sud) il monitoraggio e la sorveglianza dello stato di salute e delle malattie più diffuse connesse al territorio, dei fattori di rischio e delle pratiche di prevenzione. Andrea De Stefano, delegato ASL Napoli 3 Sud pone l’attenzione sul vastissimo territorio che va dal Nolano, Pomiglianese fino allo Stabiese e Sorrentino: “una popolazione che supera il milione di abitanti. Quel che è peggio è che il centro direzionale è stato spostato da Pomigliano a Castellammare. Considerando che Nola era già periferica rispetto a Pomigliano, ora con il passaggio lo è diventato ancor di più. Ancora una volta la legge sottolinea la napolicentralità del sistema sanitario”. Il programma di investimenti in edilizia sanitaria è fallimentare in toto: la sofferenza dell’Ospedale di Nola continua imperterrita. L’ampliamento della struttura, basata su di un vecchio progetto del 2005, avrebbe dovuto portare a 255 posti letto la capienza dell’ospedale. Ma così non è stato né tantomeno sarà: “del reparto di Neurologia previsto nell’Intesa” sottolinea De Stefano “non se ne parla e considerando che l’ictus cerebrale rappresenta la terza causa di morte, ne esce fuori un quadro abbastanza struggente. Per quanto riguarda lo stato di monitoraggio su cui l’Intesa Istituzionale poneva l’attenzione, posso dire che viene portato avanti in modo egregio. L’attività di screening è una delle azioni più riuscite”.

Ma intanto dello studio Studio SEBIOREC non si hanno notizie. Per il sindaco di Nola, Geremia Biancardi, le scelte regionali, a monte, sono state sbagliate: “tutto è fallimentare” sentenzia Biancardi e continua: “Esempio sono, come diceva Andrea De Stefano, la ASL ma anche la GORI per la gestione dell’acqua. Non è possibile che la sanità nomini commissari straordinari di 15 giorni in 15 giorni o di mese in mese. È necessario un atto di responsabilità attraverso incarichi quadriennali o quinquennali. Lo Stato non tutela assolutamente allo stesso modo Napoli, Nola ed Avellino dal punto di vista sanitario, come diceva De Stefano, ma noi sindaci le proposte le abbiamo fatte, abbiamo reso evidente la necessità di un ospedale adeguato ed efficiente. Noi vogliamo un ospedale d’eccellenza per le emergenze sul territorio: cardiologia, emodinamica ed ortopedia rappresentano le priorità”.

Rifiuti

Esaminando il punto degli interventi connessi a infrastrutture per lo sviluppo e politiche ambientali mentre da un lato è quasi completato il promesso svincolo autostradale A-16 Napoli-Bari nel Comune di Tufino, del polo florovivaistico non si ha nessuna notizia. Inoltre la zona che doveva rientrare nel piano Zona alta criticità (Z.A.C.) sembra essere ancora una volta considerata dalla provincia immondezzaio di Napoli. Sul tema, la voce più grossa è quella del sindaco di Tufino, Carlo Ferone, strenuo difensore dell’esigenza di utilizzare biostabilizzanti per la riqualificazione di cave e manti stradali: “un passo avanti è stato fatto con la prossima apertura dell’uscita sulla Napoli-Bari che dovrebbe sgonfiare in maniera notevole il traffico sull’arteria della 7 bis, oggi percorsa da quasi 300 camion giornalieri. L’altra positività è rappresentata dalla messa in sicurezza di Paenzano I e Paenzano II. “Oggi, noi produciamo energia elettrica da Biogas” dice a gran voce il primo cittadino di Tufino e sottolinea “l’elemento dequalificante del nostro territorio, ve lo assicuro, è costituito dalle polveri sottili delle cave”.

Sul tema anche il sindaco di Rocccarainola Raffaele De Simone che sui biostabilizzanti avverte di stare “attenti a quello che la provincia vuole fare” rigettando qualsiasi possibilità di apertura di nuove discariche. Contro Ferone si scaglia anche Gennaro Esposito, presidente di Assocampania Felix, e portavoce dell’Unità Anticrisi “No Discarica” nel Nolano che vede nelle parole di Ferone solo “giustificazioni al suo intento di regalare una quarta discarica al territorio, dopo Paenzano I, II e lo STIR che si configura di fatto come una terza discarica”. Per l’assessore Sommese “il problema è a monte: il piano regolatore si deve basare su di una corretta pianificazione urbanistico-territoriale”.

Sindaci e amministratori dell'Ager Nolanus

Paesaggio e beni culturali

Il Corridoio Ecologico dei Regi Lagni sicuramente verrà finanziato dal POR FESR 2007-2013 ma questo grande progetto si prenderà la maggior parte dei fondi messi a disposizione per questo scopo. E dunque del polo florovivaistico “nemmeno a parlarne, né uno straccio di documento con cui la Regione mostri interesse a realizzarlo” sentenzia Antonio Sodano, primo cittadino di Marigliano e conclude “lo metterò comunque nel Piano Triennale delle Opere ma a chi mi chiederà con che soldi lo finanzierò, ovviamente con aria fritta”!. Situazione invece ancora peggiore per i beni culturali Nolani e soprattutto per ciò che dovrebbe essere l’occhiello del territorio ovvero il Villaggio Preistorico. Le condizioni in cui versa lo scavo sono da guerra mondiale: solo accuse vicendevoli e nessun ente né pubblico né privato che trova una soluzione. “Se non alziamo il livello dell’impegno delle istituzioni questo territorio continuerà a vivere sottomesso. Se la politica non si mette all’altezza subiremo sempre le forze economiche e le dure leggi del mercato. Siamo Noi che viviamo il territorio, siamo noi che ci rendiamo conto quando il territorio assomiglia al terzo mondo” conclude il rappresentante Lions Salvatore Napolitano.

Sociale

Priorità per giovani e lavoro: è questa la base su cui si deve reggere il nostro territorio”, sostiene l’assessore Sommese, specificando che “le nuove generazioni non devono scappare da qui: per fare questo c’è bisogno da parte di tutte le amministrazioni di una visione non più a livello comunale ma globale. Oltre al Cis, Interporto, Vulcano Buono ed NTV sta prendendo piede un altro importante progetto, su un’idea di Montezemolo, che se va in porto rappresenta un volano di sviluppo notevole per l’intero territorio. Antonio Falcone, sindaco di San Vitaliano, si chiede dove sia l’omogeneità di un progetto concertato da comuni e regioni insieme: “c’è bisogno di uno studio serio che coinvolga tutte le istituzioni, organizzazioni e mondo ecclesiastico. E bisogna partire dal basso, dai cittadini, dalle scuole: nel mio Paese abbiamo ideato il momento “La Fontana del Villaggio”, un luogo appunto in cui le persone si guardano, dialogano tra loro ed esaminano i problemi cercando una soluzione. È un luogo in cui viene accolto chiunque. Allo stesso modo deve funzionare tra gli organismi: si devono affrontare i problemi creando priorità. Bisogna offrire altro soprattutto culturalmente: urge un cambio di prospettiva se si vuole evitare che tutti i nostri giovani vadano via”.

Fioravante Conte

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