Luca Tulino

La mia visione del calcio nel Nolano

#Avella, Campania#Italia#

Luca Tulino, 30 anni, preparatore atletico del Nola nell’anno di Eccellenza 2008/2009, lavora ora con la squadra di Torre del Greco, la Turris, assieme all’allenatore baianese Stefano Liquidato ed il “nolano” direttore sportivo Giuseppe Delle Donne. Il giovane preparatore atletico parla del tesserino da professionista ottenuto a Coverciano, delle esperienze in Lega Pro con il Fondi e di quella in Eccellenza a Nola di cui ricorda con piacere società e tifosi, e delinea positività e punti di criticità del settore calcistico nell’area Nolana e Vesuviana.

Luca Tulino

Luca Tulino

Luca, innanzitutto complimenti per il tesserino di preparatore atletico professionista. Ci racconti questa esperienza?

Si, con piacere. Sono stato quattro settimane a Coverciano a fare il corso da preparatore atletico professionista ed il 22 dicembre ho sostenuto l’esame per il tesserino. Per fortuna è andato tutto bene. Non avrei mai immaginato di andare oltre il mio sogno nel cassetto iniziale. Prima il campionato di eccellenza con il Nola perso nello spareggio finale, poi l’anno della vittoria del campionato di Serie D con il Fondi ed il successivo campionato di Lega Pro che mi ha portato a giocare contro la mia squadra del cuore, l’Avellino. Infine il tesserino da professionista in cui ho avuto modo di conoscere alcuni personaggi che per me erano miti del calcio: Roberto Baggio, presidente del settore tecnico a Coverciano; ma anche Cesare Prandelli e Renzo Ulivieri che è presidente degli allenatori.

Se dovessi ringraziare qualcuno?

Ringrazio l’allenatore Stefano Liquidato con cui collaboro dai tempi del campionato di eccellenza con il Nola, anno 2008/2009 in cui perdemmo la finale di accesso al campionato di Serie D. E’un allenatore che mi ha sempre dato piena fiducia e carta bianca nel gestire il rapporto ed il carico di fatica negli allenamenti per i giocatori. Anche adesso a Torre del Greco mi ha dato pieni poteri.

Come ricordi il tuo anno a Nola?

Con assoluto piacere, gioia ed un pizzico di nostalgia. E’ stato un periodo molto emozionante in cui la squadra davvero era molto seguita: i tifosi si muovevano in massa per tifare i colori biancneri. Anche lì ero con Liquidato e davvero stringemmo dei rapporti speciali non solo con i giocatori ma anche con i tifosi. L’anno dopo a Fondi, nella straordinaria cavalcata che ci portò a vincere il campionato di serie D c’erano anche gli ex Nola Ambuoso, Tufano, Vaccaro e Balzano. E i tifosi del Nola strinsero un gemellaggio con quelli del Fondi che tuttora continua.

Qual è la tua opinione del calcio in Campania ed in particolare dei punti di forza e delle debolezze del settore calcistico nell’area Nolana.

Il calcio in quest’area anche a livello dilettantistico vive di maggior passione, di un trasporto che non ho visto ad esempio a Fondi. A Nola ogni domenica in casa era una bolgia e ci seguivano in tantissimi anche fuori casa. Anche ora la Turris, così come le altre squadre di quella zona vesuviana, sono passionarie, in campo ci mettono l’anima e questo probabilmente è dovuto al fatto che sono piazze assetate di calcio in quanto troppo a lungo fuori dal calcio che conta. In Campania la passione è forte sia in campo tra i giocatori che sugli spalti tra i tifosi. Un calcio viscerale dentro e fuori dal campo. E questo diventa anche l’aspetto che meno mi piace. Molto spesso questa passione diventa eccessiva e come ogni esagerazione diventa negativa. E così i risultati contano molto di più del comportamento sportivo: le viscere, la rabbia agonistica, spesso una vera e propria cattiveria trasformano quella passione in mancanza di rispetto per l’avversario. Questo è il motivo per cui negli spogliatoi cerco sempre di instaurare un rapporto prima etico con i ragazzi e poi consigliare ed esprimere le mie opinioni cercando nello stesso tempo sempre di farli rendere al massimo. E devo dire che le lezioni del Prof. Accame sulla comunicazione nel corso a Coverciano hanno costituito per me un valore aggiunto. La figura del preparatore atletico è diventata una figura chiave nel calcio e non è possibile che in talune realtà sportive ci si ostini ancora a fonderla con quella dell’allenatore. La mia speranza è che questa figura venga valorizzata maggiormente anche nei tanti campionati minori in cui figurano tante squadre del nostro territorio.

Fioravante Conte

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