Visciano, Cortifestival, Tano Grasso

Grasso: “Antiracket anche a Nola”

Questo articolo è apparso sul quotidiano ILNOLANO.IT in data 01.06.2012

#Visciano

#CortiFestival

Il CortiFestival arriva così alla sua terza edizione: il Premio Carpine D’Argento sembra, anno dopo anno, guadagnarsi sempre più spazio tra le fila degli eventi culturali da seguire con attenzione nell’area nolana. Patrocinata dal Comune di Visciano e la Diocesi di Nola, con la collaborazione del Progetto Culturale CEI e grazie al lavoro attivo e fattivo della Piccola Opera della Redenzione, Radio Carpine e l’Associazione Il Carro, l’edizione di quest’anno avrà come filo conduttore nelle quattro giornate dedicate (31 maggio-3 giugno), le problematiche sociali connesse all’illegalità.

Nel programma degli incontri infatti, spiccano appuntamenti importanti ed ospiti d’eccezione con il compito e la mission di focalizzare l’attenzione sul problema dell’illegalità e della sua identità quale ricchezza inversa. Nella giornata di ieri, a partire dalle dieci, si è subito dato il via alla discussione con l’apertura della mostra fotografica su “Scampia” di Mauro Moschitti, morto nel 2011 ed “artista dotato di rara sensibilità” come ama definirlo il professore Fioravante Meo, studioso e storico delle tradizioni e ricchezze architettonico-paesaggistiche locali. Si è passati alle undici all’incontro con Don Aniello Manganiello, autore del libro “Gesù è più forte della camorra”: il vecchio parroco di Scampia ha dimostrato così ancora una volta la sua sensibilità sulla problematica. Tema che è stato poi sviscerato nel convegno delle 18 dall’eloquente titolo “L’illegalità, ricchezza inversa”.

Dopo il saluto dell’organizzazione curata da Fioravante Meo, è toccato agli ospiti: Restituta De Lucia, Padre Vito Terrin, Tano Grasso ed il sindaco Pellegrino Gambardella. Manca il magistrato e già PM Antimafia Raffaele Cantone per soppravvenute esigenze personali, ci fanno sapere.

Tano Grasso, Visciano, legalità, Cortfestival

Restituta De Lucia, della Commissione Pari opportunità e del Comitato civico per la difesa del diritto all’acqua, parla dell’ “urgenza di recupero della legalità” battendo poi sulla necessità di una “riscoperta e rivalorizzazione dell’etica”. “Siamo in piena crisi” dice De Lucia “una crisi di valori, etica, che ha il suo terreno fertile nella cultura di rassegnazione e sfiducia che pervade la società”. Per Padre Vito Terrin, Superiore dei Missionari della Divina Redenzione, “l’illegalità è la produttrice dei primi poveri ed è per questo motivo che urge una presa di coscienza di tutta la popolazione”. Interessanti poi le parole del sindaco Pellegrino Gambardella che ha terminato concentrando il discorso sul territorio nolano e su ciò che accade nella realtà locale: “i criminali con le coppole si riconoscono facilmente e possono essere combattuti. Quelli con il doppiopetto non tanto facilmente”dice Gambardella dopodiché cita la situazione degli Schiavone che “producono un fatturato di trenta miliardi di euro e fanno davvero capire come le organizzazioni criminali siano un vero e proprio stato nello stato che ha bisogno tanto dei piccoli crimini quanto dei grandi”. Accenno alle novità sugli arresti e condanne alla N.A.N (Nuova Alleanza Nolana) ad opera di Antonio Russo, giornalista de “Il Mattino” e moderatore del convegno, dopodiché si è lasciato spazio a Tano Grasso, da vent’anni nella lotta all’illegalità e fondatore delle azioni, operazioni e rivoluzioni anti-racket in giro per l’Italia.

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Tano Grasso a Visciano parla di illegalità

Il fiore all’occhiello della serata. Un valore aggiunto che ha lasciato la platea estasiata. “Non c’è dubbio che il fenomeno mafioso è produttivo di ricchezza, ovunque” è l’incipit di un discorso che toccala situazione in Sicilia degli anni sessanta/settanta con l’esportazione in America dell’eroina, la ricchezza accumulata ed investita nell’edilizia su tutto il territorio nazionale, in attività legali ed in imprese malavitose. “Come si fa a sapere a chi appartiene quel palazzo, quell’attività, quell’albergo, quell’impresa. Un pezzo dell’economia del nostro paese si regge su denaro che gronda sangue”. Ma il problema più grave, sottolinea Grasso “non è il fatto che i giovani pensino che attraverso le organizzazioni criminali ci si arricchisce ma è preoccupante il fatto che per alcuni di loro costituisca l’unico orizzonte identitario”.

Il discorso di Grasso prende poi una direzione che passa per Don Pino Puglisi, Falcone e Borsellino, la cinematografia, il concetto di ricchezza inversa legata al fatto che “ci sono i soldi ma non c’è sviluppo né progresso in quanto anche chi paga il racket, lo fa perché grazie alla malavita sopravvive e non riesce a pensare di fare altrimenti” dice Grasso. Attualizza infine l’ospite e parla del nostro territorio, quello in cui negli ultimi anni si sta muovendo, tra Pomigliano d’Arco e Nola: e allora apprendiamo con piacere che si stanno mettendo in campo importanti operazioni per gli imprenditori con la prossima apertura di un’associazione antiracket anche nella città dei Gigli. “L’invito” continua Grasso “è di denunciare gli estorsori. Venti anni fa chi denunciava veniva ucciso, oggi non è più così. A Nola per uno che denuncia ce ne sono cento che non lo fanno; a Reggio Calabria per uno ce ne sono diecimila che non lo fanno!”.

Uno sprone alla parresia insomma: l’unica virtù civile, trasparente e luminosa, diritto-dovere (nell’antica Grecia) per il cittadino, che invita a dire tutta la verità. Questo non sempre è conveniente, anzi, impone rischi e quindi richiede coraggio. Rinunciare a compiacere può mettere in pericolo il proprio guadagno, la propria adulata soddisfazione, il proprio consenso e la stabilità conquistata. “Esprimere la verità chiede sempre un costo ma in questo caso si tratta di una scelta da cui dipende la libertà”. Sono le otto, in piazza Lancellotti nella cappella della Misericordia vengono proiettati i primi corti. Leonardo Rodolico con il suo “Un nuovo corso” gioca con la Malavita e parla della Mafia SPA arrivata a fondare un livello più alto di cultura attraverso l’istituzione di università dedicate. Ma per fortuna è un gioco… o una previsione?

Fioravante Conte

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