Domenico Montanaro PUC Visciano

Il PUC della discordia

Questi articoli sono apparsi sul quotidiano ILNOLANO.IT e sul settimanale ILNOLANO SETTE tra gennaio e giugno 2012.

#Visciano, la cittadella della carità # Campania

15.06.2012

Nella cittadella della carità è questione di PUC. Il Piano Urbanistico Comunale, strumento indispensabile per lo sviluppo di un paese sta tenendo banco nella gestione della “cosa pubblica” da quasi un anno ormai. Qualche giorno fa la nuova amministrazione ha sospeso la delibera 48 del 2 maggio 2012 di approvazione del PUC, ultima azione concreta dell’amministrazione uscente. L’approvazione, a pochi giorni dalle elezioni del nuovo Piano (a distanza di 26 anni dal vecchio PRG), vide i tre voti contrari degli assessori D’Elia, Conte e Ferrante ed i quattro voti a favore di Montanaro, La Manna, Castaldo e Santorelli. Ma furono gli stessi assessori Sabato Castaldo e Luigi Santorelli a richiedere l’annullamento della delibera 48/2012 in sede di autotutela adducendo quale motivazione la ristrettezza del tempo avuto a disposizione per poterlo valutare.

Tutto il carteggio del PUC infatti fu consegnato lo stesso 2 maggio dallo Studio Architetto Benevolo – Goldstein Architettura- Napolitano e dopo due ore approvato. Gli stessi Castaldo e Santorelli hanno poi inoltrato in data 29 maggio al nuovo primo cittadino, Pellegrino Gambardella, l’annullamento in sede di autotutela. “Non c’è stato il tempo materiale per capire il lavoro fatto dai tecnici” afferma Gambardella e continua “Uno dei motivi per cui ho sospeso la delibera di approvazione è stato proprio la ristrettezza del tempo per cui lo stesso 2 maggio fu presentato ed approvato. E questo è confermato anche dal dissidio interno: non è possibile approvare uno strumento di questa importanza con 4 voti a favore e tre contro” continua il medico ed indica un esempio concreto: “era stato individuato un sito in cui far nascere centocinquanta appartamenti. Molti viscianesi avevano fatto dei sacrifici per comprare dei lotti in cui poi vedere realizzato il sogno di una casa. Ebbene con il nuovo piano alcune di quelle zone diventavano zone verdi e dunque non edificabili”. “E’ indispensabile” conclude Gambardella “la pubblicizzazione la concertazione per far crescere il territorio concretamente e nel pieno rispetto della città e dei cittadini”. “Il Puc, che io reputo il principale e più importante strumento per lo sviluppo di un paese, approvato nelle modalità verificatesi lo scorso 2 maggio non ha nessun senso” dice Carmine Montanaro, consigliere di minoranza, e aggiunge “E’ necessario informare adeguatamente i cittadini su ciò che cambia. Bisogna centellinare e capire bene tutti i punti elencati. Io sono favorevole alla sospensione di questo PUC così come formulato e approvo dunque la direzione verso cui si sta muovendo l’amministrazione attuale” conclude Montanaro e conclude “Per i prossimi sei mesi dunque (durata della sospensione) sarà indispensabile informare i cittadini con l’ausilio degli stessi tecnici che hanno redatto il Piano Urbanistico e chiarire ogni perplessità sui vari punti contemplati dal carteggio. Sarà importante anche la presenza dei partiti presenti sul territorio e le associazioni”.

Ancora in fase di giudizio l’avvocato Giovanni Conte che votò contro l’approvazione del PU in data 2 maggio. “Ho chiesto la copia del documento con la quale si motiva la sospensione della delibera di approvazione. Il mio voto contrario era legato a più aspetti: in primis alla ristrettezza dei tempi; in secondo luogo alla fascia di corona naturale ed alla scomparsa dal PU delle zone agricole con il conseguente danno per lo sviluppo economico agricolo di oltre settecento aziende; infine la problematica legata alle zone BR5 (di riqualificazione urbana e recupero) per cui non veniva data la possibilità di completare alcune costruzioni per degli errori di valutazione”.

Ecco dunque la più importante sfida per la nuova amministrazione Gambardella: dare a Visciano ed ai suoi cittadini un Piano Urbanistico Comunale condiviso ma soprattutto che si identifichi quale reale strumento di sviluppo economico per l’intera comunità.

Fioravante Conte

30.01.2012

Le modalità sono quelle tipiche di un’amministrazione modello. Il sindaco Domenico Montanaro e tutto lo staff amministrativo del comune di Visciano dimostra ancora una volta, dopo le iniziative per il compostaggio domestico e l’occhio di riguardo per il problema rifiuti, di voler dare il buon esempio nella gestione della “cosa pubblica”. E’ così anche per quanto riguarda il Piano Urbanistico Comunale (PUC), strumento regolatore a medio e lungo termine composto da elaborati cartografici, tecnici e normative, bandito con una gara e vinto dallo Studio Architetti Benevolo (SAB), Goldstein Architettura e Napolitano. E’ stato mostrato ai cittadini un primo studio sul territorio di Visciano, la Valutazione ambientale strategica (VAS) ed il Preliminare di Piano. “L’idea” spiega il primo cittadino Montanaro “è quella di avvicinare sempre di più i cittadini all’amministrazione in un rapporto continuo e costante di consigli, critiche ed apprezzamenti in modo da crescere insieme e far crescere il nostro paese”. La dimostrazione sta anche nella creazione di una mailing list: viene fatto girare un documento su cui annotare il proprio indirizzo di posta elettronica. “In questo modo” continua il sindaco “ci sarà un aggiornamento frequente su ciò che succede, sui cambiamenti, sulle innovazioni che in qualunque momento potranno essere messe in discussione dalle critiche o portate avanti dagli apprezzamenti”.

PUC Visciano 2012

Sono più di cinquanta i presenti tra cui cittadini, politici, amministratori locali, associazioni e stampa. L’incontro di oggi” dice l’ingegnere dell’Ufficio Tecnico, D’Avanzo, “è un passaggio opzionale che noi come amministrazione abbiamo voluto esercitare, una scelta in linea con la direttiva di trasparenza di informazioni che caratterizza dall’inizio il nostro operato”. “Si tratta” aggiunge “di un incontro esplicativo e facoltativo in cui capire e valutare le proposte dei cittadini, soprattutto quelle tese al bene della comunità e non del singolo”. L’architetto Napolitano spiega: “Queste prime direttive sono nate tenendo in considerazione le priorità e gli obiettivi espressi dall’amministrazione. Dunque il documento del piano preliminare cerca di dare una soluzione strategica a ciò che propone in primis l’amministrazione di Visciano”.

I punti emersi dal lungo excursus storico-geografico dell’ingegnere Luigi Benevolo, capo equipe dell’ATI vincitrice della gara d’appalto e figlio del noto architetto di fama internazionale Leonardo Benevolo, si sono focalizzati su alcuni punti specifici: “Innanzitutto la particolare conformazione del paese, situato in una conca contornata da versanti ed in cui il rischio idrogeologico è abbastanza forte” dice l’ingegnere “è uno degli aspetti prioritari nella stesura di qualunque documento e nell’attuazione di qualunque azione concreta. In secondo luogo Visciano rispetto alla Piana Campana e Nolana vive in un isolamento che ancora oggi è molto evidente e che l’ha difesa dall’espansione indiscriminata. Per questo motivo è importante delimitare e definire il paesaggio. Il territorio di Visciano inoltre rientra con una coda di cometa anche nel territorio della Provincia di Avellino pur appartenendo a Napoli”. La duplice direttiva se Visciano debba aprirsi di più all’esterno o continuare a ripiegare su se stessa, ha dato vita ad un confronto: da una parte coloro che spingono sulla priorità della creazione di un assetto viario efficiente, sia intra che extra moenia, tenendo in conto anche della ormai prossima apertura dello svincolo autostradale e con l’occhio proiettato all’incremento del turismo religioso per la presenza del Santuario, divenuto sempre più il cuore e l’elemento identitario del paese; dall’altra ci sono coloro che vogliono continuare a dare importanza alla vocazione agricola del territorio e valorizzare il centro storico che dovrebbe costituire il vero motore propulsore del paese. Il segreto sta nel conciliare e trovare il giusto equilibrio tra le due direttive e le ricerche fatte dall’Equipe tecnica lo hanno fatto partendo dall’evoluzione del territorio di Visciano nel tempo e sovrapponendo negli anni le varie cartografie reperite in vari Archivi e Biblioteche del territorio campano.

Domenico Montanaro PUC Visciano

Valorizzare la sentieristica che arriva fino a Castelcicala ed ai Camaldoli su un versante e verso Taurano e Liveri su di un altro, favorire il turismo religios, riqualificare le strutture agricole, fattorie e masserie, realizzare vie ciclabili e passeggiate alberate. “Ricollocare alberi nel centro è un tocco perfetto per il paese considerando anche l’importanza strutturale dell’elemento albero a livello idrogeologico. Questo è il motivo per cui abbiamo pensato sul versante del centro storico di realizzare un continuum paesaggistico tra collina e centro abitato” continua l’ingegnere Benevolo. La viabilità esterna deve essere pensata internamente per l’incremento ricettivo turistico: grazie al casello di Tufino/Schiava il paese viene a trovarsi proprio al centro della Campania: 35 Km da Salerno, 25 da Napoli, 20 da Avellino e 27 da Caserta. Questo significa la rottura dello storico isolamento del paese e dunque una decisa spinta verso il cambiamento. Con il PUC poi verrà fatto un discorso di dettaglio con l’individuazione dal punto di vista normativo delle modalità di intervento e la tipologia di appartenenza di ogni casa, azienda agricola, struttura storica. Per ora ci si trova solo nella prima fase, quella di ascolto, di presentazione e primo confronto tra tutti gli attori che scendono in campo per il bene della comunità: studio di progettazione, amministrazione e cittadini. Il tutto all’insegna di una strategia condivisa costruttiva.

Per sintetizzare:

  • Valorizzazione e difesa di frutteti e noccioleti sia come risorsa economica che paesaggistica;

  • Ricollocazione degli alberi al centro del Paese quale traccia ed elementi per la costruzione di una rete ecologica all’interno dell’area abitata;

  • Stabilizzazione e messa in sicurezza dei versanti e dei bordi tra Paese e Montagna;

  • Qualità urbana: implementazione dei servizi pubblici;

  • Ripensamento di alcuni spazi quali spazi pubblici destinati ad un utilizzo non carrabile;

  • Il centro storico del paese, non baricentrico ma eccentrico, ripensato e riqualificato in un continuum con la montagna;

  • Piazza libera dalla sosta e creazione di aree attrezzate a parcheggio per eventi speciali: soprattutto in vista di un rilancio della ricettività turistica religiosa è importante destinare alcune aree a sosta per autoveicoli e pullmann. E si potrebbe farlo nelle aree della messa in sicurezza idrogeologica;

  • Messa in sicurezza degli alvei dei torrenti;

  • Strada di circumvallazione: lasciarla aperta su un lato;

Il “primo” PUC, parola ai cittadini

La cittadinanza deve prendere posizione e decidere se vuole rimanere in un “isolamento felice” o desidera costituirsi quale entità votata verso un forte sviluppo turistico-religioso” dice il dott. Montanaro e continua “è necessaria una riorganizzazione totale della viabilità ed un incremento dei servizi. Lo svincolo autostradale rende Visciano facilmente raggiungibile in auto ma poi servono altri servizi. E poi le strade carrabili per Liveri e Taurano. Eppure nel PRG del comune di Liveri è prevista”. “Che paese vogliamo per il futuro?” si chiede e chiede Nicola Valeri. “Questa è la domanda da porsi. Il turismo religioso sta facendo la sua parte. I collegamenti esterni devono essere il vero volano di sviluppo: il collegamento autostradale, la Visciano-Schiava, la Visciano-Liveri incompiuta e la Visciano-Taurano di cui non si fa cosa fare”. Pellegrino Gambardella, coordinatore UDC locale parla della zona PIP da individuare nelle zone in cui il rischio idrogeologico è maggiore e cercare in sinergia con il privato e gli imprenditori di sistemarla. “Sarebbe opportuno” spiega Gambardella “collegare Via Liveri e via Corriole in modo da dare maggiore funzionalità all’asse viaria. E’ necessario altresì prevedere ed indicare un’area in cui costruire un luogo di incontri, auditorium, sala convegni per la cultura nel paese. E poi la Via Circumvallazione deve ritornare alla Schiava, in un modo bisogna farlo magari attraverso un allargamento da via Liveri a via Costarelle, salendo su ed evitando via Manzoni sempre con l’annoso problema del traffico. Un’ultima annotazione molto importante su cui si dovrebbe riflettere la fa il professore Fioravante Meo focalizzando l’attenzione sull’assenza di vie di fuga in caso di grosse calamità: “L’unica uscita è la strada per la Schiava peraltro nemmeno in perfette condizioni”.

 Fioravante Conte

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