Tufino, caserma, di rotolanti sogni

Opere Pubbliche, destino incerto

Questo articolo è apparso sul quotidiano ILNOLANO.IT in ata 25.09.2012

#Tufino (Na)#Campania, Italia#

Che cosa ne sarà della caserma nel Rione Gescal? E della vecchia scuola elementare in località Schiava? Vogliamo
invece parlare dell’ala inagibile dell’ Istituto Comprensivo? La prima struttura terminata ma ancora senza un gestore né proposte concrete di interesse è l’ex scuola elementare di Tufino, in località Schiava. Rifinita e completata è un edificio fermo. “Stiamo cercando” dice Mascolodi trovare una giusta collocazione per l’edificio cercando di affidarla a qualche organizzazione o organismo serio. Dopo qualche mese che era stato finito si era prospettata la possibilità di darlo all’INPS ma il tutto non è andato in porto”. E pensare che dieci anni fa si parlava di un ricovero per malati psichiatrici in gestione all’Asl.

Mascolo, sindaco di Tufino

Eppure a farla funzionare ancora come scuola potrebbe essere una misura temporanea di sostituzione, un tampone all’attuale inagibilità di una intera ala dell’istituto comprensivo D’Arienzo Prisco. Alcune classi del plesso scolastico sono state, ad oggi, spostate nell’edificio accanto, l’ex mensa Bruno, prima edificio delle suore che era stata poi inutilizzata e danneggiata e che , come ci dice Onofrio Petillopresenta addirittura alcune classi senza finestre”. “Stiamo aspettando” ci dice il sindaco Mascolo “che la Regione ci sblocchi duecentomila euro da destinare poi alla riqualificazione dell’edificio soprattutto nella struttura portante di quell’ala e per l’adeguamento sismico. In caso contrario non è proprio possibile muoversi. Anzi, probabilmente, anche i duecentomila euro saranno pochi. Per fortuna siamo riusciti” continua Mascolo “grazie all’edificio adiacente, a far partire l’anno scolastico senza alcun problema. Stesso iter di abbandono e poi riconversione, per finire poi nella stasi di un limbo disabitato per la caserma dei carabinieri nel rione Gescal. Prima era la vecchia scuola agraria, poi abbandonata fu data in gestione ad un privato che ne fece una palestra. Oggi si parla invece di una caserma di carabinieri: eloquente è fuori al cancello lo slogan che campeggia in rosso: “Di rotolanti sogni non restano che macerie e caserme”.

Tufino, caserma, di rotolanti sogni

Ho parlato la settimana scorsa con il maggiore di Castel Cisterna e il comandante della Compagnia carabinieri di Nola per vedere come muoverci con questa struttura” dice il sindaco. “Il problema è che sono stati offerti ai tufinesi solo diciottomila euro a partire dall’ottavo anno, dopo sette anni di comodato d’uso. E non è giusto. Non vengono coperte nemmeno le spese per la manutenzione. Infine c’è il dilemma dell’uscita autostradale: “Per quanto riguarda l’uscita autostradale” conclude Mascolo “nessuno sembra sapere nulla. Ci siamo dati da fare per contattare eventuali responsabili ma niente da fare. Voci di corridoi parlano di problemi per alcuni vincoli ed obblighi legati a quelle terre, come la cura delle acque e la bonifica dell’alveo”.
Ma intanto ai venti cittadini proprietari terrieri di quanto espropriato ancora non è arrivato alcun pagamento da parte della Regione. Si continua ad aspettare, che arrivino i soldi, che passi la crisi e che gli edifici vengano restituiti a piena disposizione della comunità tufinese. Resta un ultimo invito, anch’esso in rosso, su di un muro dell’istituto scolastico: “Studiate, perché avremo bisogno della vostra intelligenza”.

Fioravante Conte

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