Le Start-Up campane: Intertwine e BuzZoole

Il giornalismo che cambia. #YMD Napoli 2013. Infografica e start-up

Questo articolo è apparso sul magazine online Cinque Colonne in data 28.09.2013

#Napoli, Campania #Italia

In una strategia di differenziazione non si lotta nel mercato per essere migliore degli altri, si lotta per essere differenti”. Sono le parole di Enrique Ulloa, general manager spagnolo di Ideo-business nel blog di Konekto, una rivista di formazione per imprenditori.

Sembra essere questa anche l’idea che muove la nascita, l’ascesa e la consolidizzazione di piccole e medie realtà. Ho quasi l’impressione che la vecchia Italia, il miracolo italiano della qualità data da piccole e medie imprese profondamente segnate da questa crisi “mostrata” si stia riversando nelle nuove sfide di start-up. Molto interessanti le presentazioni dei progetti divenuti realtà di alcuni giovani napoletani durante il Festival del Giornalismo Giovane, Gli Youth Media Days Napoli 2013. I nomi di queste piattaforme Made in Italy? Intertwine (www.intertwine.it) e BuzZoole (www.buzzoole.com). Entrambe presentate all’interno dell’incubatore di Start-up Vulcanica-mente da giovani menti campane.

Le Start-Up campane: Intertwine e BuzZoole

Le Start-Up campane: Intertwine e BuzZoole

 

Intertwine già nel suo slogan “create, share, publish” mostra la propria mission: una piattaforma di scrittura collaborativa che offre agli utenti la possibilità di creare e pubblicare opere multimediali condivise. La piattaforma, citata meritatamente da numerosi quotidiani italiani, ha un codice proprio creato ex-nihilo e di cui si occupano due giovanissimi ingegneri informatici. Gli altri startuppers sono tre amici ventottenni con il desiderio di mettersi in discussione e lavorare per un progetto proprio. E ben hanno fatto! Se oggi lavorare significa essere sfruttati tante ore al giorno, tanto vale fare qualcosa per se stessi, autosfruttandosi. Rendendosi magari anche “influencer” della società digitale. E proprio la forza degli influencer e l’aiuto che ne può derivare per aziende, società e brands è ciò che cura l’altra start-up invitata al workshop degli YMD 2013: Buzzoole. In parole semplici, attraverso questa piattaforma, io imprenditore o general manager di una determinata società posso ricercare le persone che sul web e nel mondo dei social network sono in grado di influenzare un folto numero di gente e seguaci. La forza della figura di “influencer” viene misurata attraverso un algoritmo speciale che esamina e combina tra di loro la presenza, gli argomenti trattati, i post e l’indice di gradimento nonché i followers dei professionisti che si reputano “influencers”. Magari molto spesso li aiuta anche a correggere il tiro di interessi e argomenti da trattare. Davvero interessante osservare questi giovani napoletani con le loro speranze, la loro forza ed il loro entusiasmo che hanno deciso di non relegare le proprie capacità a salmeria di supporto ma di considerarle e farle valere come protagoniste.

Seminario sull'Infografica. Lettera 23: Salvo Anzaldi e Chiara Priante

Seminario sull’Infografica. Lettera 23: Salvo Anzaldi e Chiara Priante

Molto interessante è stato anche il workshop sull’infografica che costituisce oggi una sorta di start-up mondiale così come lo è in toto il giornalismo in questa sua trasformazione epocale. Durante il sabato dei workshop del Festival del Giornalismo Giovane, il collettivo Lettera 23 (una in più alla famosa Lettera 22 della Olivetti e come la W, ventitreesima lettera dell’alfabeto inglese e caposaldo della scrittura giornalistica) con Salvo Anzaldi e Chiara Priante, ha mostrato e spiegato l’utilità di questa nuova tecnica che combina il lavoro giornalistico di informazione con quello di grafica e statistica, facendone intravedere anche un brillante sviluppo futuro.

L’Infografica parte dalla certezza dei dati e dalla necessità del web di rendere le notizie quanto più fruibili e rapide per la memorizzazione perché “Siamo in un eterno aperitivo” o come ha detto Mario Calabresi durante l’inaugurazione del Centro Giornalistico Pestelli “Ora si spizzica, si mangia sempre”. Le notizie sono migliaia e raramente si leggono pezzi di più di 2000 battute (quindi probabilmente ora questa parte la staranno leggendo in pochi) che durante il giorno entrano direttamente sul palmo della nostra mano attraverso i nostri prolungamenti elettronici. Potremmo chiamare lo smartphone o tablet la “terza mano”, quella informata costantemente.

Dopo il racconto della nascita dell’utilizzo giornalistico dell’Infografica datato 15 gennaio 2009 con l’ammarraggio di emergenza nel fiume Hudson da parte di un Airbus è stato mostrato e spiegato come le maggiori testate mondiali si stiano adeguando al cambiamento già captato pioneristicamente dal New York Times, assumendo team di giornalisti che siamo in grado anche di sviluppare e produrre infografiche. Ma quali sono i vantaggi di una notizia resa in questo modo?

Punto primo: non ci sono le barriere che incontra il testo verbale scritto.

Secondo: è immediato e comprensibile da tutti perché utilizza un linguaggio universale come quello dei segni.

Punto terzo: la facilità con cui può essere condiviso e diventare virale. Gli esempi che i due professionisti mostrano sono eloquenti ed incisivi, dall’Internazionale all’Huffington Post fino all’Adecco e la figura del giornalista programmatore di cui si parla con il prezzo stimato di circa settecento euro ad infografica fa immaginare questa evoluzione nel campo giornalistico anche come un qualcosa di maggiormente remunerativo.

I consigli per sfruttare questa possibilità si adagiano su sette programmi: Wordle, Create Visually, Creately, Infogram, Many Eyes, Hohli ed Easel.ly. Ancora continuate a leggere? Cominciate a smanettare. Forse è meglio.

Fioravante Conte

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